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Carla Ponti

                                                                                                                                             Il segno dell’essenza è la forma di luce dell’anima


Carla Ponti è nata a Forlì, il 5 maggio 1967.
Diplomata all’Istituto d’Arte per la ceramica G. Ballardini di Faenza, è stata allieva del maestro ed artista Augusto Betti. Da sempre appassionata di fotografia, solo nel gennaio 2004, iscrivendosi al Gruppo Polaser inizia un percorso artistico più mirato, lasciandosi trasportare dal potere vibrante della fotografia Polaroid. Da allora, lavorando a tema o per foto singola, realizza progetti, libera la sua creatività, continua la via della ricerca e della sperimentazione della sua forma espressiva.
Oggi usa tutti gli strumenti fotografici che ritiene funzionali alla sua sensibilità.
E’ attratta dalle forme, dalla manipolazione, anche visiva, degli oggetti: in ognuno cerca il segreto della vita nascosta, la poesia, la sostanza che si rivela improvvisamente, uno sguardo che scopra, sotto la superficie, il pulsare della vita.

Esposizioni
- Paris – Cité Internationale Universitaire (Maison d’Italie) dicembre 2004
“Le pouvoir de l’imagination” – Collettiva G. Polaser
- PERSONALE - Forlì - Fiera Forlì - Vernice Art Fair – marzo 2005
- Paris - Galerie Artcore – dicembre 2005
“Le Polasèr imaginaire” (Hommage a Molière) – Collettiva G. Polaser
- Imola - Ex Ospedale dell’Osservanza – “Osservanti-Osservati” - aprile maggio 2006
- “Foto Orfiche” e l’ installazione “La Notte” (Omaggio a Dino Campana) – Collettiva G. Polaser
- Collettiva Foto Cine Club Forlì sala XC Pacifici Dicembre 2006
- PERSONALE - Forlì - Fiera Forlì - Vernice Art Fair – marzo 2006
- Ferrara – Museo del Risorgimento e della Resistenza – dicembre 2006 gennaio 2007
“Equilibrio” Omaggio ad Alberto Burri – Collettiva G. Polaser
- PERSONALE - Forlì - Fiera Forlì - Vernice Art Fair – marzo 2007
- Cesenatico - Spiaggia - settembre 2007 - “Pola-Air” – Performance G. Polaser
- Gorizia - Kulturni Dom – ottobre 2007
“ Le Polasèr Imaginaire” (Hommage a Molière) – Collettiva G. Polaser
- Bagnacavallo – Ex Convento San Francesco – dicembre 2007
“ Quattro passi a… Bagnacavallo” (da man ray a galimbay) – Collettiva G. Polaser
- New York City - Strade di NYC 4 novembre 2007
“ 42 PH Polaser NYC Marathon “ (Made in Italy) - Performance
- Faenza – Fotogalleria Italia – novembre dicembre 2007
“ Monoennale 07 ” (Dadapolapainting) – Collettiva G. Polaser
- Trieste – Circolo Fincantieri Wartsila Sala Fenice - nov. 2007 gen. 2008
“Equilibrio” Omaggio ad Alberto Burri – Collettiva G. Polaser
- Marengo di Marmirolo (MN) – Palazzo Custoza Tazzoli – genn. 2008
“Le 7 sorelle di Romagna e … dintorni” – Collettiva G. Polaser
- PERSONALE - Forlì - Fiera Forlì - Vernice Art Fair – marzo 2008
- Bagnacavallo – Ex Convento San Francesco – marzo al aprile 2008
“Bagnacavallo stenopeica” e “Il gesto dell’atleta” di Beppe Bolchi – Collettiva G. Polaser
- Modigliana – maggio 2008 – sala Alpi ex chiesa di S. Rocco – Collettiva G. Polaser
- Forlì – aprile 2008 – Palazzo Alberini
- Collettiva a cura Lorenza Altamore e Enzo Dall’Ara
- Riolo Terme – maggio 2008 – sala S. Giovanni – Collettiva G. Polaser

NOTA ARTISTICA
Cos’è l’arte se non il modo di interpretare il mondo offrendo una visione nuova e un’opportunità di pensiero che si trasmette da un autore all’osservatore?
Carla Ponti costruisce le sue scenografie sulle proiezioni del mondo negli oggetti della quotidianità: ora è il riflesso di vita specchiato sulle forme morbide di un’automobile, ora sono i disegni della mente costruiti su di una serranda metallica. Il suo è un dialogo con il senso della realtà: quello che ci colpisce è la superficie della cose, quello che si può imparare è lo scoprire il mondo nascosto che l’inconscio e il caso proiettano sull’apparenza fisica. L’autrice fluidifica i colori della lamiera, scompone i pezzi degli involucri e rigenera a vita diversa gli occasionali incontri del suo guardare. Tutto resta come prima: l’automobile continuerà ad esercitare la sua funzione e il suo incanto, la serranda stazionerà per sempre come una palpebra abbassata su un occhio senza orbita.
Però l’una e l’altra sono oramai destinate ad altro. Dall’occhio della mente dell’autrice sono state svelate le storie racchiuse: brevi tracce, fantasie, umori, segnali, ombre. Sono accenni di qualcosa che mette in moto un diverso osservare, la volontà di appropriarsi di una realtà meno evidente, poetica, intima, esclusivamente percettiva.
In qualche modo è un prolungarsi del vecchio mito della caverna: la realtà è impalpabile e ambigua, forte come i colori accesi, fluida e resistente, non è solo ciò che sappiamo.
E’, piuttosto, quello che sentiamo.
Cristina Paglionico
Docente DAC
Consigliera FIAF